Vai al contenuto
RuvestaTrattamento superfici
Metallo · Servizio

Micropallinatura

Microsfere per satinare, uniformare e ripristinare l'estetica di inox, alluminio e manufatti architettonici.

Micropallinatura di un corrimano metallico

Chi fa cosa, prima di firmare

Chi paga chi e chi risponde →
Il lavoro
Lo esegue un'impresa della rete che questo lavoro lo fa di mestiere, e che abbiamo visto all'opera.
Il prezzo
Lo trattiamo noi con l'impresa, su un preventivo scritto, prima che tu firmi.
Il controllo
È nostro: guardiamo le fasi in cantiere e chiudiamo il lavoro con te.

Un corrimano in acciaio pieno di ditate e graffi, un portone in alluminio segnato da anni di pulizie aggressive, una lamiera inox con saldature più scure del resto: non sono sporchi, sono disuniformi. È il lavoro della micropallinatura.

Microsfere di vetro, lanciate a pressione controllata, colpiscono la superficie milioni di volte e le danno una grana uniforme e opaca, la satinatura. Non si asporta materiale: si ridisegna la luce che il metallo riflette.

Prezzi indicativi Ruvesta

Quanto costa

I pezzi smontabili in cabina costano meno; mascherature e parti delicate alzano il prezzo.

Prezzi dei lavori che seguiamo, IVA esclusa: realistici e corretti, costruiti su dieci anni nel settore delle sabbiature. La cifra del tuo lavoro arriva con il preventivo, dopo il sopralluogo.

CalcolatoreCalcola il tuo costo: pezzi in metallo a peso
Prezzi indicativiIVA esclusa
Inox e alluminio, in cabina
20–55 €al m²

Se servono

Trasferta, oltre 30 km dall'impresa
1,30–2,40 €al km percorso, andata e ritorno
Smaltimento di abrasivo e residui
2,60–7 €al m² trattato
Protezione e mascheratura degli ambienti
4–11 €al m² di pavimento
Pulizia finale degli ambienti
2,60–7 €al m² di pavimento
Trabattello
55–105 €al giorno

Il ponteggio si quota dopo il sopralluogo.

Aggiornati al 2026

La sfera, non lo spigolo

Perché la forma del granulo cambia tutto

Un abrasivo spigoloso taglia: incide la superficie e toglie materiale. Una microsfera invece batte e rimbalza, lasciando migliaia di piccole impronte rotonde tutte uguali. È questo a creare l'effetto vellutato, senza righe e senza aloni.

Le microsfere di vetro, inoltre, non contengono ferro: sull'inox e sull'alluminio non lasciano particelle che poi arrugginirebbero, un errore frequente quando si usa un abrasivo qualsiasi.

Superficie in acciaio inox dopo la micropallinatura
Parenti stretti

Pallinatura industriale e micropallinatura: stesso gesto, scopi diversi

Nell'industria meccanica esiste una lavorazione molto simile, la pallinatura, che non ha niente di estetico. Si lanciano sfere d'acciaio o di ceramica contro molle, ingranaggi, alberi e componenti aeronautici per creare uno strato superficiale compresso: i pezzi resistono molto meglio alla fatica e alla formazione di crepe.

La micropallinatura che si usa in architettura parte dallo stesso principio, la sfera che colpisce e deforma appena la superficie, ma con uno scopo diverso: ottenere un aspetto. Le sfere sono di vetro, molto più piccole, e la pressione è bassa. Non si cerca di cambiare le proprietà meccaniche del metallo, ma la sua luce.

La parentela spiega perché la micropallinatura non asporta materiale e perché lascia una superficie compatta, più resistente ai piccoli segni di una superficie spazzolata. Le impronte rotonde, tutte uguali, diffondono la luce in ogni direzione.

Per un corrimano o un portale questo vuol dire due cose pratiche: ditate e piccoli graffi si vedono molto meno, e il pezzo mantiene il suo aspetto più a lungo tra una pulizia e l'altra.

Scegliere con gli occhi

Quattro risultati che si possono ottenere

Cambiando diametro delle sfere e pressione, cambia l'aspetto. Prima di procedere si prova su un pezzo o su un angolo nascosto e lo scegli tu.

Satinato leggero

Opacità morbida che attenua ditate e piccoli graffi, ideale per corrimano e maniglioni.

Satinato profondo

Grana più marcata e uniforme, per pannelli e rivestimenti che devono sembrare un unico pezzo.

Saldature uniformate

Le zone scurite dal calore tornano dello stesso tono del resto della lamiera.

Recupero dell'usato

Alluminio ossidato o inox rigato ripresi senza sostituire il pezzo.

In laboratorio

Come si micropallina un pezzo, passo per passo

Un pezzo da micropallinare arriva in laboratorio e per prima cosa viene sgrassato: olio, grasso e residui di adesivi impedirebbero alle microsfere di lavorare in modo uniforme e verrebbero spinti dentro la superficie. Poi si mascherano le parti che non devono essere toccate, come filetti, superfici lucide da conservare, marchi incisi.

Il pezzo entra in una cabina chiusa, dove l'operatore lavora dall'esterno con le mani inserite in guanti a tenuta e guarda attraverso un vetro. Le microsfere vengono lanciate da una pistola ad aria compressa e, dopo aver colpito il pezzo, cadono sul fondo della cabina, dove vengono aspirate, separate dalla polvere e rimesse in circolo.

L'operatore muove la pistola con passate regolari, sempre alla stessa distanza e con la stessa angolazione, perché ogni variazione si vede sul risultato come una zona più chiara o più scura. Su superfici grandi si lavora a fasce sovrapposte, come quando si vernicia a spruzzo.

A fine lavorazione il pezzo viene soffiato con aria pulita per togliere le microsfere rimaste negli angoli, controllato alla luce radente e, se serve, ripassato nelle zone meno uniformi.

Sono passaggi semplici, ma richiedono mano esperta: la differenza tra una satinatura perfetta e una a chiazze sta tutta nella costanza del gesto.

I parametri

Cosa si regola in una micropallinatura

Scheda tecnicaMP-02
Mezzo
microsfere di vetro, senza ferro
Diametro delle sfere
da poche decine a centinaia di micron
Pressione
bassa e costante
Materiale asportato
praticamente nullo
Metalli tipici
inox, alluminio, ottone, rame
L'inox che si macchia

Perché compaiono macchie di ruggine sull'acciaio inox

L'acciaio inox non è indistruttibile: resiste alla corrosione grazie a un sottilissimo strato passivo di ossido di cromo che si forma da solo sulla superficie. Finché lo strato è integro, il metallo resta brillante. Quando viene contaminato o non riesce a riformarsi, compaiono macchie color tè o puntini di ruggine.

Le cause più comuni sono tre. La contaminazione da ferro, lasciata da utensili, spazzole o abrasivi usati prima sull'acciaio al carbonio. I depositi di sporco e salsedine che restano a lungo sulla superficie, soprattutto vicino al mare o alle strade trattate con il sale. E la scelta di un inox troppo semplice per l'ambiente: un AISI 304 che va benissimo in città può macchiarsi al mare, dove sarebbe servito un 316.

La micropallinatura con sfere di vetro pulite toglie le macchie superficiali senza contaminare il metallo. Se la contaminazione è profonda, si aggiunge un trattamento di decapaggio e passivazione, che ricostruisce lo strato protettivo.

Dopo, la manutenzione è semplice: lavaggi periodici con acqua e detergenti neutri, soprattutto nelle zone riparate dove la pioggia non arriva a sciacquare.

I limiti

Graffi profondi e ammaccature: quando la micropallinatura non basta

La micropallinatura uniforma l'aspetto di una superficie, ma non cancella i difetti che hanno una profondità. Un graffio leggero, di quelli che si vedono solo in controluce, sparisce sotto la nuova grana. Un graffio profondo, che si sente passandoci sopra l'unghia, resta visibile anche dopo il trattamento.

In questi casi serve un passaggio preliminare: il graffio va levigato con abrasivi progressivamente più fini, fino a raccordare la zona con il resto della superficie. Solo dopo si micropallina tutto il pezzo, per rendere uniforme la grana della zona levigata e di quella intatta.

Le ammaccature sono un problema diverso: la lamiera è deformata, e nessun trattamento superficiale la raddrizza. Su pezzi piccoli si può intervenire con una battitura dal retro, come fanno i lattonieri; su pannelli grandi spesso conviene sostituire l'elemento.

Anche le macchie di corrosione profonda sull'alluminio, i cosiddetti crateri di pitting, richiedono una levigatura prima della satinatura.

Per questo, in sopralluogo, guardiamo i difetti uno per uno e ti diciamo con chiarezza quali spariranno, quali si attenueranno e quali richiedono un intervento in più.

La tecnica giusta

Micropallinatura o qualcos'altro?

  • Se il metallo è sano e vuoi solo un aspetto uniforme

    Micropallinatura

    È fatta apposta: lavora sull'aspetto senza consumare il pezzo.

  • Se c'è ruggine, vernice o calamina da togliere

    Sabbiatura

    Le microsfere non hanno la forza di togliere strati: servono abrasivi angolari, poi eventualmente si satina.

  • Se vuoi un effetto a righe, tipo spazzolato

    Spazzolatura meccanica

    Lo spazzolato ha una direzione; la micropallinatura dà una grana senza direzione.

  • Se il pezzo andrà verniciato subito dopo

    Sabbiatura o granigliatura

    La vernice ha bisogno di rugosità per aggrapparsi, e la superficie satinata è troppo liscia.

Luce uniforme

Metalli satinati

Nessun riflesso a chiazze, nessun segno di lavorazione: solo una superficie calma.

Micropallinatura: maniglie in acciaio uniformate con la micropallinatura
Micropallinatura: leva in alluminio satinata con microsfere
Micropallinatura: rubinetto satinato con microsfere
Micropallinatura: cassa di orologio satinata con microsfere
In architettura

Dove la satinatura si nota di più

Nei palazzi moderni l'acciaio inox e l'alluminio sono ovunque: corrimano, parapetti in vetro, rivestimenti di facciata, portali d'ingresso, insegne, pensiline. Montati nuovi sono perfetti; dopo qualche anno di pulizie con prodotti sbagliati, graffi e manutenzioni diventano un mosaico di zone lucide e opache.

La micropallinatura riporta tutti gli elementi allo stesso aspetto, anche quando sono stati sostituiti in momenti diversi e arrivano da forniture diverse. È il motivo per cui la si usa spesso nelle ristrutturazioni di androni, negozi e uffici: si uniforma senza cambiare pezzi.

Funziona bene anche sull'arredo urbano e sui manufatti in ottone e bronzo, dove restituisce una superficie calma a targhe, maniglioni e fregi.

Vuoi vedere l'effetto prima di decidere?

Su richiesta l'impresa prepara un campione di satinatura sul tuo metallo. Lo guardi alla luce di casa, poi scegli.

Chiedi un campione
Alluminio

Anodizzato, verniciato, grezzo: cosa si può fare sull'alluminio

L'alluminio che si trova in serramenti, facciate e insegne può essere di tre tipi. Grezzo, cioè con la sua naturale patina opaca. Verniciato, con un film di vernice spesso a polvere. Anodizzato, con uno strato di ossido creato elettrochimicamente, sottile e duro, spesso colorato.

La micropallinatura lavora bene sull'alluminio grezzo: lo uniforma e gli dà una satinatura elegante. È anche una preparazione classica prima dell'anodizzazione, perché l'ossido segue la texture sottostante e il pezzo finito resta satinato.

Su un pezzo anodizzato, invece, la micropallinatura toglierebbe proprio lo strato di ossido che lo protegge e lo colora. Se l'anodizzazione è rovinata, si valuta una nuova anodizzazione in impianto oppure una verniciatura, dopo aver preparato la superficie.

Sui pezzi verniciati la micropallinatura non serve: se la vernice è rovinata, si svernicia e si rivernicia. Capire che tipo di alluminio si ha davanti è quindi il primo passo, e in sopralluogo si fa con una semplice prova.

Spazi pubblici

Insegne, totem e arredi in acciaio: tenerli belli nel tempo

Insegne di negozi, totem di aziende, pensiline, portabici, cestini e panchine in acciaio inox o alluminio sono esposti ogni giorno a smog, pioggia, mani, a volte adesivi e scritte. Dopo qualche anno perdono l'aspetto uniforme con cui sono stati installati.

La micropallinatura permette di rinnovarli senza sostituirli, spesso senza nemmeno smontarli se si possono proteggere bene le parti intorno. Per insegne con lettere applicate o parti verniciate, si smontano gli elementi e si lavorano separatamente.

Per mantenere il risultato conviene programmare lavaggi periodici con acqua e detergenti neutri, che tolgono smog e salsedine prima che lascino macchie. Nelle zone vicino al mare o a strade trattate con il sale, i lavaggi andrebbero fatti più spesso.

Su superfici molto esposte a mani e adesivi si può applicare un protettivo trasparente, che facilita la pulizia e riduce le impronte.

Per aziende e comuni con molti elementi da mantenere, organizziamo interventi programmati: un giro di controllo, la pulizia, i ritocchi dove servono.

Domande frequenti

Le domande più comuni

La micropallinatura protegge il metallo?+

Non è un trattamento protettivo: cambia l'aspetto della superficie. L'inox e l'alluminio, del resto, si proteggono da soli con il loro strato passivo, che le microsfere di vetro non contaminano.

Le ditate si vedranno ancora?+

Molto meno: la superficie satinata diffonde la luce e nasconde impronte e piccoli segni che su un metallo lucido risaltano subito.

Si può fare su un pezzo già montato?+

Gli elementi piccoli o smontabili vanno in cabina, dove l'uniformità è massima. In loco è possibile su superfici accessibili, proteggendo bene tutto intorno: lo valutiamo nel sopralluogo.

Serve dopo una verniciatura trasparente?+

Di solito no. Su ottone e rame, che tendono a scurirsi, a volte si consiglia una vernice trasparente protettiva per mantenere il colore ottenuto.

Si può micropallinare un pezzo verniciato?+

No: la micropallinatura lavora sul metallo nudo. Se il pezzo è verniciato, prima si toglie la vernice e poi si satina, oppure si sceglie direttamente una nuova verniciatura.

La satinatura si può rifare in futuro?+

Sì: dato che asporta pochissimo materiale, lo stesso pezzo si può satinare di nuovo dopo anni, se si è rovinato.

Si possono satinare le maniglie e i pomoli in ottone?+

Sì, con sfere fini e pressione bassa si ottiene un ottone satinato molto elegante. Per mantenerlo così, di solito si protegge con una vernice trasparente, altrimenti l'ottone si scurisce nel tempo.

Conviene satinare un corrimano rovinato o sostituirlo?+

Se il corrimano è sano e solo segnato, satinarlo costa una frazione del nuovo e non richiede lavori di smontaggio e fissaggio. La sostituzione ha senso se è deformato o se si vuole cambiare disegno.

La superficie satinata è ruvida al tatto?+

No: al tatto resta liscia e piacevole. La texture è microscopica, si vede come opacità ma quasi non si sente con le dita.

La micropallinatura si fa anche su pezzi piccoli e numerosi?+

Sì: minuteria, maniglie, accessori e componenti si lavorano in lotti in cabina, anche con cesti rotanti per le parti più piccole.

Dopo la satinatura il metallo si macchia più facilmente?+

La superficie satinata è leggermente più porosa di una lucida e trattiene un po' di più lo sporco, ma lo nasconde meglio. Con lavaggi regolari resta uniforme.

Dopo: Micropallinatura: prima e dopo l'interventoDopo
Prima: Micropallinatura: prima e dopo l'interventoPrima
Micropallinatura: prima e dopo l'intervento

Il tuo lavoro, in due foto

Mandaci le foto e le misure a occhio: ti diamo un ordine di grandezza e fissiamo il sopralluogo.

Richiedi un preventivo