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RuvestaTrattamento superfici
Metallo · Servizio

Sabbiatura e verniciatura di termosifoni

Termosifoni e radiatori in ghisa o ferro: rimozione vecchie vernici e ruggine, ripristino e riverniciatura.

Restauro e verniciatura di un radiatore in ghisa

Chi fa cosa, prima di firmare

Chi paga chi e chi risponde →
Il lavoro
Lo esegue un'impresa della rete che questo lavoro lo fa di mestiere, e che abbiamo visto all'opera.
Il prezzo
Lo trattiamo noi con l'impresa, su un preventivo scritto, prima che tu firmi.
Il controllo
È nostro: guardiamo le fasi in cantiere e chiudiamo il lavoro con te.

I vecchi termosifoni in ghisa sono tra gli oggetti più robusti di una casa: pesano decine di chili, durano un secolo e scaldano con una dolcezza che i radiatori moderni non hanno. Quello che invecchia è la vernice: ingiallita, scrostata, stratificata in cinque colori diversi.

Riportarli nuovi è un lavoro che sta a metà tra l'idraulico e il verniciatore. Qui ti spieghiamo cosa succede, quanto resti senza e perché la vernice giusta non ti farà perdere calore.

Prezzi indicativi Ruvesta

Quanto costa

Pesano il numero di elementi e le decorazioni della ghisa; smontaggio e rimontaggio si valutano a parte.

Prezzi dei lavori che seguiamo, IVA esclusa: realistici e corretti, costruiti su dieci anni nel settore delle sabbiature. La cifra del tuo lavoro arriva con il preventivo, dopo il sopralluogo.

Approfondisci: Quanto costa rimettere a nuovo i termosifoni in ghisa

CalcolatoreCalcola il tuo costo: termosifoni in ghisa
Prezzi indicativiIVA esclusa
Sabbiatura e verniciatura
16–33 €a elemento
Termosifone in ghisa intero
105–390 €a pezzo

Se servono

Trasferta, oltre 30 km dall'impresa
1,30–2,40 €al km percorso, andata e ritorno
Smaltimento di abrasivo e residui
2,60–7 €al m² trattato
Protezione e mascheratura degli ambienti
4–11 €al m² di pavimento
Pulizia finale degli ambienti
2,60–7 €al m² di pavimento
Trabattello
55–105 €al giorno

Il ponteggio si quota dopo il sopralluogo.

Aggiornati al 2026

Riconoscerlo

Ghisa, acciaio, alluminio: che radiatore hai in casa

Non tutti i termosifoni sono uguali, e il tipo di radiatore cambia il modo di recuperarlo. I radiatori in ghisa sono i più antichi e i più pesanti: sono fatti di elementi fusi uniti tra loro, spesso con colonne arrotondate o decorazioni in rilievo. Battendoli con le nocche suonano sordi e pieni.

I radiatori in acciaio, diffusi dagli anni Sessanta, sono più leggeri, con elementi in lamiera saldata a colonne sottili o a piastra. Suonano più metallici e hanno spigoli più netti. Sono meno robusti della ghisa contro la corrosione interna, ma si recuperano bene.

I radiatori in alluminio, frequenti nelle case costruite dagli anni Ottanta, sono leggeri, con elementi a lamelle e superfici spesso verniciate a polvere in fabbrica. Si scaldano e si raffreddano in fretta.

Per la ghisa e l'acciaio il recupero segue la sequenza classica: sabbiatura, fondo anticorrosivo, finitura resistente al calore. L'alluminio richiede abrasivi non ferrosi e fondi specifici, e spesso conviene valutare se il recupero vale rispetto al nuovo.

Se non sai che tipo hai, basta una foto e l'indicazione del peso approssimativo: un elemento in ghisa si solleva a fatica con una mano, uno in alluminio si sposta con due dita.

Il calore

Vernice e resa: cosa è vero e cosa no

Si sente dire

«Verniciare un termosifone lo fa scaldare meno»

Come stanno le cose

Uno strato sottile e uniforme non cambia in modo percepibile la resa. Sono le mani vecchie accumulate, spesse e screpolate, a fare da isolante.

Si sente dire

«La vernice argento è la migliore per i radiatori»

Come stanno le cose

È il contrario: le vernici metallizzate riducono il calore irraggiato. Le tinte normali, anche bianche, irraggiano meglio.

Si sente dire

«Una vernice qualsiasi va bene»

Come stanno le cose

Servono prodotti che reggono la temperatura d'esercizio senza ingiallire né staccarsi. Una vernice comune dopo un inverno cambia colore.

Regolare il calore

Valvole termostatiche: il momento giusto per installarle

Quando i termosifoni vengono staccati per il recupero, l'impianto è già svuotato e i radiatori sono scollegati. È il momento ideale per installare le valvole termostatiche, se non ci sono già.

Le valvole termostatiche regolano automaticamente il flusso di acqua calda in ogni radiatore in base alla temperatura della stanza. Evitano di scaldare troppo le stanze esposte al sole o poco usate e permettono di risparmiare sui consumi.

Negli edifici con riscaldamento centralizzato, le norme sull'efficienza energetica hanno reso obbligatori i sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore per ogni appartamento. Molti condomini li hanno già installati; dove mancano, il recupero dei radiatori è l'occasione per mettersi in regola.

Montare una valvola termostatica richiede di sostituire la valvola esistente, un lavoro da idraulico che, a impianto svuotato, si fa rapidamente. Se ci sono anche ripartitori di calore da installare, vanno applicati dopo la verniciatura, nella posizione prevista.

Coordiniamo idraulico e impresa di verniciatura, così che il radiatore torni al suo posto già con tutto il necessario, senza dover svuotare di nuovo l'impianto.

Da quando si staccano

Il viaggio di un termosifone

Conviene farlo tra primavera e fine estate, quando il riscaldamento è spento.

  1. Stacco

    Un idraulico svuota l'impianto e scollega i radiatori; si chiudono gli attacchi a muro.

  2. In laboratorio

    Sabbiatura di tutte le colonne, anche all'interno, poi fondo e verniciatura.

  3. Controllo

    Prova di tenuta prima di riportarli: la ghisa vecchia può nascondere una perdita.

  4. Riposa

    I radiatori tornano al loro posto con guarnizioni nuove e l'impianto si riempie.

Calore nascosto

Copritermosifoni e nicchie: perché nascondere un radiatore costa

Molte persone, per non vedere termosifoni rovinati, li nascondono dietro copritermosifoni in legno o in metallo, o li lasciano in nicchie chiuse da mensole e tende. È comprensibile, ma ha un costo: il radiatore scalda meno.

Un termosifone scalda in due modi: per convezione, cioè riscaldando l'aria che sale lungo i suoi elementi, e per irraggiamento, emettendo calore verso la stanza come una piccola stufa. Un copritermosifone ostacola entrambi: l'aria circola meno e il calore irraggiato viene assorbito dal mobile invece che dalla stanza.

Il risultato è una resa più bassa, che l'impianto compensa lavorando di più e più a lungo. Anche una mensola di marmo sopra il radiatore o una tenda lunga davanti riducono la resa in modo misurabile.

Un radiatore recuperato bene, pulito e verniciato nel colore giusto, non ha bisogno di essere nascosto. Può diventare un elemento d'arredo, soprattutto se si tratta di una ghisa d'epoca.

Se proprio si vuole un copritermosifone, conviene sceglierne uno con ampie aperture sopra e sotto, che lasci circolare l'aria.

La finitura

Cosa chiediamo alla vernice di un radiatore

Scheda tecnicaRD-01
Resistenza alla temperatura
adatta all'esercizio del radiatore
Ingiallimento
nessuno sui bianchi, anche dopo anni
Spessore
sottile e uniforme
Tecniche
polvere cotta in forno o liquido per alte temperature
Colori
tutta la gamma RAL, anche opachi
Pezzi d'epoca

Termosifoni decorati: un pezzo di storia della casa

Tra fine Ottocento e metà Novecento i radiatori in ghisa erano spesso veri oggetti d'arredo. Le fonderie producevano modelli con decorazioni floreali, motivi geometrici, piedini lavorati, colonne sagomate. Nelle case borghesi e negli edifici pubblici si trovano ancora esemplari molto belli.

Questi radiatori meritano un recupero particolarmente curato. La sabbiatura deve togliere le vecchie vernici senza appiattire i rilievi; la verniciatura deve coprire in modo uniforme anche le decorazioni più fini. A volte si sceglie una finitura a due toni, con i rilievi evidenziati da un colore più chiaro o metallico.

Prima del recupero si verifica la tenuta: la ghisa vecchia può avere microfessure o guarnizioni tra gli elementi indurite. Una prova di tenuta in laboratorio evita di scoprire perdite dopo il rimontaggio.

Se un elemento è crepato, a volte si può sostituire con un elemento dello stesso modello proveniente da un altro radiatore di recupero. È un lavoro che richiede un idraulico esperto di ghise.

Un radiatore decorato recuperato bene aggiunge carattere a una stanza, ed è un pezzo che oggi non si trova più nuovo.

Tra una colonna e l'altra

La vernice si ferma dove il pennello non arriva

Un radiatore a colonne ha decine di superfici nascoste: tra un elemento e l'altro, dietro, dentro le volute delle ghise decorate. Riverniciarlo sul posto con un pennello vuol dire coprire solo quello che si vede, sopra le mani vecchie.

In laboratorio la sabbiatura raggiunge ogni colonna e la verniciatura copre tutto in modo uniforme. È la differenza tra un termosifone ritoccato e uno che sembra appena uscito dalla fonderia.

Radiatore in ghisa dopo la verniciatura
Tinte per radiatori

Bianchi, colori pieni e ghise decorate

Il bianco resta la scelta più frequente, perché sparisce contro le pareti. Ma un bianco qualunque su un radiatore ingiallisce dopo pochi inverni: il calore accelera l'invecchiamento dei pigmenti e delle resine. Per questo si usano prodotti formulati per resistere alle temperature di esercizio.

Sempre più spesso però i termosifoni in ghisa diventano un elemento d'arredo: antracite, verde salvia, blu, colori pieni e opachi che valorizzano le colonne. Sulle ghise decorate si può scegliere anche di far risaltare i rilievi con una finitura a due toni.

Qualunque sia il colore, conta che copra in modo uniforme anche tra le colonne. È una delle ragioni per cui il lavoro si fa in laboratorio, dove il radiatore si può girare e raggiungere da ogni lato.

Nuovi impianti

Radiatori in ghisa e pompa di calore: possono convivere

Sempre più case sostituiscono la caldaia con una pompa di calore. Una delle domande più frequenti è se i vecchi radiatori in ghisa possano restare. La risposta è: spesso sì, con qualche verifica.

Le pompe di calore rendono meglio con acqua a temperatura più bassa rispetto alle vecchie caldaie. A temperature più basse un radiatore scalda meno, quindi bisogna verificare che la superficie dei radiatori sia sufficiente per riscaldare le stanze. I radiatori in ghisa, grandi e con molta massa, sono spesso tra i più adatti a questa situazione.

Il calcolo lo fa il progettista o il tecnico dell'impianto, stanza per stanza. A volte basta aggiungere qualche elemento ai radiatori esistenti, o sostituire solo quelli delle stanze più fredde.

Se si decide di mantenere i radiatori, il recupero è un buon momento per pulirli anche internamente, eliminando fanghi e depositi che riducono la circolazione dell'acqua e quindi la resa.

Recuperare i radiatori esistenti, invece di sostituirli, riduce i costi del passaggio alla pompa di calore e mantiene l'aspetto originale della casa.

In bagno

Scaldasalviette e radiatori d'arredo

Nei bagni ci sono spesso scaldasalviette e radiatori d'arredo in acciaio, a tubi orizzontali, cromati o verniciati. Vivono in un ambiente umido, a contatto con asciugamani bagnati, e con il tempo mostrano ruggine sui tubi, vernice che si stacca, cromature opache.

Gli scaldasalviette verniciati si recuperano come gli altri radiatori: si staccano, si sabbiano, si trattano e si riverniciano con prodotti resistenti al calore e all'umidità. Si possono anche cambiare colore, abbinandoli al nuovo arredo del bagno.

Quelli cromati sono più delicati: la cromatura rovinata non si ripara con la vernice. Si può rifare la cromatura in un impianto galvanico, oppure sabbiare e verniciare il radiatore, trasformandolo in un elemento colorato.

Nei bagni conviene scegliere finiture che resistano ai prodotti per la pulizia e al contatto continuo con l'acqua. Le vernici a polvere sono spesso la scelta migliore.

Se lo scaldasalviette è elettrico, lo stacco e il riattacco vanno fatti da un elettricista.

Ghisa come nuova

Radiatori recuperati e riverniciati

Ghise lisce e decorate, dal bianco classico ai colori pieni.

Restauro termosifoni: termosifone nella cabina di sabbiatura
Restauro termosifoni: primer su un termosifone in ghisa
Restauro termosifoni: preparazione di un termosifone prima della verniciatura
Restauro termosifoni: verniciatura di un termosifone in ghisa
Seconda mano

Comprare radiatori di recupero e farli restaurare

Chi ristruttura una casa d'epoca e vuole radiatori coerenti con lo stile a volte cerca termosifoni in ghisa di recupero, provenienti da demolizioni o da magazzini specializzati. È un'ottima soluzione, a patto di sapere cosa si compra.

Un radiatore di recupero va controllato prima dell'acquisto: la ghisa non deve avere crepe, gli elementi devono essere integri, i raccordi non devono essere spanati. Conviene chiedere se il radiatore è stato provato in pressione; se non lo è, bisogna metterlo in conto.

Anche le dimensioni contano: i radiatori antichi hanno interassi e attacchi che potrebbero non corrispondere a quelli dell'impianto. Un idraulico può adattarli, ma è meglio saperlo prima.

Una volta acquistati, i radiatori seguono lo stesso percorso di quelli di casa: sabbiatura, prova di tenuta, verniciatura nel colore scelto, montaggio. Il vantaggio è che si possono scegliere modelli e dimensioni adatti a ogni stanza.

Se hai trovato dei radiatori e non sai se valgono la pena, mandaci qualche foto: ti diciamo se, a occhio, sono in condizioni da recuperare.

Domande frequenti

Le domande più comuni

Chi stacca e riattacca i termosifoni?+

Un idraulico, che svuota l'impianto, scollega i radiatori e al ritorno li rimonta con guarnizioni nuove. Coordiniamo noi i tempi con l'impresa che li tratta.

Quanto resto senza riscaldamento?+

In estate il problema non si pone. Nelle mezze stagioni si possono fare i radiatori a gruppi, lasciandone sempre alcuni collegati.

Si possono verniciare senza staccarli?+

Sì, ma il risultato è un ritocco: si lavora solo sulle superfici raggiungibili e sopra la vernice vecchia. Per un recupero vero vanno staccati.

Si recuperano anche i termosifoni in ferro o in alluminio?+

Quelli in ferro sì, con lo stesso ciclo. Quelli in alluminio richiedono una preparazione diversa e spesso conviene valutare caso per caso.

Si può verniciare il termosifone dello stesso colore della parete?+

Sì, con un prodotto per radiatori tinto nel colore scelto: il termosifone quasi scompare. Conviene scegliere un colore RAL vicino a quello della parete, perché le pitture murali non reggono il calore.

I radiatori vecchi vanno anche lavati dentro?+

Staccati dall'impianto, si prestano bene a un lavaggio interno che toglie i fanghi accumulati. Lo fa l'idraulico e migliora la circolazione dell'acqua calda.

Si può spostare un termosifone mentre è staccato?+

Sì, se l'idraulico prolunga o sposta i tubi di collegamento. È un buon momento per farlo, perché l'impianto è già svuotato.

I radiatori in ghisa vanno bene con la pompa di calore?+

Spesso sì, perché hanno molta superficie e massa. Un tecnico verifica che bastino per scaldare le stanze alla temperatura più bassa dell'acqua.

Posso far restaurare radiatori comprati di recupero?+

Sì, con lo stesso ciclo di quelli di casa. Conviene fare una prova di tenuta prima della verniciatura, per scoprire subito eventuali perdite.

Dopo: Termosifoni: prima e dopo l'interventoDopo
Prima: Termosifoni: prima e dopo l'interventoPrima
Termosifoni: prima e dopo l'intervento

Il tuo lavoro, in due foto

Mandaci le foto e le misure a occhio: ti diamo un ordine di grandezza e fissiamo il sopralluogo.

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