Sverniciatura
Rimozione completa di vecchie vernici da legno e metallo: abrasiva, meccanica, a vasca o criogenica.
Chi fa cosa, prima di firmare
Chi paga chi e chi risponde →- Il lavoro
- Lo esegue un'impresa della rete che questo lavoro lo fa di mestiere, e che abbiamo visto all'opera.
- Il prezzo
- Lo trattiamo noi con l'impresa, su un preventivo scritto, prima che tu firmi.
- Il controllo
- È nostro: guardiamo le fasi in cantiere e chiudiamo il lavoro con te.
Un portone di sessant'anni può avere sotto l'ultima mano di vernice altre cinque, sei, dieci mani: smalti oleosi, fondi al piombo, ritocchi fatti di fretta. Ogni strato ha aggiunto spessore e tolto aderenza, e ormai la vernice nuova si appoggia su una base che si stacca.
Sverniciare vuol dire tornare al supporto nudo, legno o metallo, e ripartire da lì. Il come dipende da cosa c'è sotto e da quanto è delicato il pezzo: per questo, prima di proporti un'impresa, capiamo con che strati abbiamo a che fare.
Quanto costa
Una persiana a lamelle costa più di uno scuro pieno; conta molto anche quanti strati di vernice ci sono.
Prezzi dei lavori che seguiamo, IVA esclusa: realistici e corretti, costruiti su dieci anni nel settore delle sabbiature. La cifra del tuo lavoro arriva con il preventivo, dopo il sopralluogo.
Approfondisci: Sabbiatura o sverniciatore chimico: cosa usare
CalcolatoreCalcola il tuo costo: scuri, persiane e serramenti- Scuri e persiane in legno
- 46–105 €per anta
- Metallo, sverniciatura abrasiva
- 15–21 €al m²
Se servono
- Trasferta, oltre 30 km dall'impresa
- 1,30–2,40 €al km percorso, andata e ritorno
- Smaltimento di abrasivo e residui
- 2,60–7 €al m² trattato
- Protezione e mascheratura degli ambienti
- 4–11 €al m² di pavimento
- Pulizia finale degli ambienti
- 2,60–7 €al m² di pavimento
- Trabattello
- 55–105 €al giorno
Il ponteggio si quota dopo il sopralluogo.
Aggiornati al 2026
Perché ridipingere sopra non funziona più
Ogni vernice si contrae e si dilata con il caldo e il freddo, e ogni strato lo fa a modo suo. Finché gli strati sono pochi e sani, reggono. Quando diventano tanti, le tensioni si sommano: compaiono crepe a ragnatela, bolle, scaglie che si sollevano a ogni stagione.
A quel punto una mano in più non protegge: aggiunge peso a una pellicola che sta già cedendo, e spesso chiude dentro umidità e ruggine. Sul legno il risultato è la fibra che marcisce sotto una vernice ancora lucida; sul metallo, la corrosione che avanza dove non si vede.
La sverniciatura interrompe il ciclo. Dopo, una sola protezione ben fatta dura più di tutte le mani accumulate negli anni.
Quattro modi di sverniciare, e quando usarli
Se il pezzo è in legno e si può smontare
Sverniciatura a vasca
Il bagno scioglie la vernice anche negli incastri e nelle modanature, senza graffiare il legno. Poi si neutralizza e si lascia asciugare.
Se è metallo, ferro o acciaio
Il getto toglie vernice e ruggine insieme e lascia il metallo pronto per il fondo anticorrosivo.
Se la superficie è grande e piana ma non si può bagnare
Sverniciatura meccanica o termica
Levigatrici e pistole ad aria calda, con la mano esperta che sa quando fermarsi prima di bruciare il legno.
Se il pezzo è antico, decorato o molto delicato
Sverniciatura a ghiaccio secco
Il freddo stacca la vernice per shock termico senza abradere: si conservano intagli e patina.
Leggere gli strati: la stratigrafia delle vernici
Prima di sverniciare un pezzo antico vale la pena fare una cosa che fanno i restauratori: una piccola finestra stratigrafica. Con un bisturi si toglie la vernice a gradini, in un angolo poco visibile, e appaiono uno sotto l'altro tutti i colori che quel pezzo ha avuto nella sua vita.
È un'informazione preziosa. Su una facciata storica permette di ritrovare il colore originale di scuri e portoni; su un mobile racconta quando è stato ridipinto; su un cancello mostra se sotto il nero di oggi c'era un verde o un grigio. A volte si scopre che il primo strato era una vernice di qualità e che i guai sono arrivati con le mani successive.
La stratigrafia dice anche con cosa si ha a che fare: fondi oleosi, smalti sintetici, pitture a base d'acqua, minio al piombo. Ogni strato reagisce in modo diverso ai metodi di sverniciatura, e sapere cosa c'è sotto evita di scegliere il metodo sbagliato.
Sui lavori di pregio chiediamo questo piccolo saggio prima di decidere. Costa poco tempo e, a volte, cambia completamente il progetto: invece di un colore nuovo, si torna a quello che la casa aveva il giorno in cui è stata costruita.
Solo dopo si vede com'è davvero il pezzo
La vernice nasconde tutto: stuccature vecchie, tasselli, parti marce, crepe ricoperte. Quando il supporto torna nudo, le sorprese vengono fuori. È normale: per questo un buon preventivo di sverniciatura prevede già cosa fare se sotto c'è da riparare.
Noi te lo diciamo prima: quali ritocchi sono compresi, quali costerebbero a parte e a quanto. Così la sorpresa resta nel legno, non nel conto.

Sverniciatori chimici: cosa si usa oggi
Per decenni la sverniciatura chimica si è fatta con prodotti a base di diclorometano, molto efficaci e molto pericolosi per chi li respirava. Nell'Unione Europea il loro uso è stato fortemente limitato: oggi non si vendono più al pubblico e i professionisti li possono usare solo in condizioni particolari.
Al loro posto ci sono sverniciatori in gel a base di solventi meno aggressivi, prodotti alcalini per il legno e bagni specifici per la sverniciatura a vasca. Lavorano più lentamente, a volte richiedono più passaggi, ma sono più sicuri per chi li usa e per l'ambiente di lavoro.
Anche la chimica ha i suoi effetti collaterali. I prodotti alcalini, per esempio, possono scurire i legni ricchi di tannini, come il rovere e il castagno: dopo la sverniciatura serve una neutralizzazione accurata e, a volte, uno schiarimento. Chi lo sa lo prevede; chi non lo sa si trova con un portone macchiato.
Per questo, quando valutiamo un'impresa per una sverniciatura, chiediamo che prodotti usa e come li gestisce: tempi di posa, risciacquo, neutralizzazione, smaltimento dei residui. Sono domande semplici, e le risposte dicono molto sulla qualità del lavoro.
Sverniciare perlinati, rivestimenti e facciate in legno
Perlinati dei sottotetti e dei soffitti, rivestimenti di pareti, facciate in legno di case di montagna e baite hanno spesso decine di metri quadri di vernice vecchia. Sono superfici troppo grandi e troppo fissate per essere smontate e portate in una vasca.
Qui la sverniciatura si fa sul posto, con metodi diversi a seconda della superficie. All'esterno si usa spesso la sabbiatura a bassa pressione con abrasivi leggeri, che toglie vernici e impregnanti vecchi senza scavare il legno. All'interno si preferiscono metodi meccanici con aspirazione o la sverniciatura chimica in gel, per contenere la polvere.
I perlinati hanno un problema particolare: gli incastri tra una doga e l'altra. La vernice si ferma nelle fughe, e toglierla richiede attenzione. Una sverniciatura veloce lascia strisce scure tra le doghe, che si vedono molto dopo la nuova finitura.
Sulle facciate in legno si approfitta del lavoro per controllare le doghe una per una, sostituire quelle marcite e verificare che l'aria circoli dietro il rivestimento.
Dopo la sverniciatura le grandi superfici in legno vanno protette in fretta, soprattutto all'esterno, e con prodotti adatti: impregnanti traspiranti con filtri UV, che si potranno rinnovare in futuro senza sverniciare di nuovo.
Cosa si svernicia più spesso
- Porte, portoni e portoncini
- Finestre, scuri e persiane
- Cancelli, ringhiere e inferriate
- Termosifoni in ghisa
- Travi e perlinati verniciati
- Mobili e arredi da recuperare
- Serrande e porte metalliche
- Ferramenta e parti d'epoca
Da cosa dipende il prezzo di una sverniciatura
Il prezzo di una sverniciatura cambia molto da un lavoro all'altro, anche a parità di superficie. La prima variabile è il numero e il tipo di strati: tre mani di smalto sintetico si tolgono molto più lentamente di una vernice all'acqua sottile.
La seconda è la forma del pezzo. Una porta liscia si svernicia in fretta; una persiana a lamelle, un portone bugnato o una ringhiera a riccioli hanno molta più superficie reale e molti angoli, e richiedono più tempo.
La terza è il metodo. La sverniciatura a vasca è efficiente per pezzi smontabili; la sverniciatura sul posto richiede protezioni, aspirazione e più ore di lavoro. Il trasporto dei pezzi, lo smontaggio e il rimontaggio sono voci che pesano.
Poi ci sono le riparazioni che emergono sotto la vernice e lo smaltimento dei residui, soprattutto se contengono piombo. Un preventivo serio le prevede, almeno come voci opzionali.
Per questo, prima di fare un prezzo, chiediamo sempre foto ravvicinate e, dove serve, un piccolo saggio sulla vernice: sono le informazioni che rendono il preventivo affidabile.
Legno e metallo senza più vernice
Legno e ferro nudi, pronti per il fondo o l'impregnante.




Le ore dopo la sverniciatura decidono la finitura
Un supporto appena sverniciato è nel momento più vulnerabile della sua vita. Il ferro nudo, a contatto con l'umidità dell'aria, si copre di una patina rossastra già nel giro di una notte: il fondo va steso prima, lo stesso giorno.
Il legno ha il problema opposto: dopo una sverniciatura a vasca ha assorbito acqua e va lasciato asciugare. Se lo si vernicia ancora umido, l'umidità resta intrappolata e spinge la finitura dall'interno: bolle, distacchi, macchie scure. Prima della finitura l'umidità del legno si misura con uno strumento, non si stima al tatto.
Quando controlliamo un lavoro, questi tempi sono tra le prime cose che guardiamo. Accorciarli fa risparmiare un giorno all'impresa e qualche anno di durata a te.
Non sai quante mani di vernice ci sono sotto?
Mandaci una foto ravvicinata dei punti dove la vernice si stacca: spesso basta per capire il metodo.
Zincato e alluminio verniciati: sverniciare senza distruggere
Non tutti i metalli si sverniciano come il ferro. Su un cancello zincato e poi verniciato, una sabbiatura energica toglie la vernice ma si porta via anche lo zinco, cioè la protezione migliore che quel cancello aveva. Si lavora allora con abrasivi più leggeri e pressioni basse, fermandosi quando appare il grigio dello zinco.
L'alluminio verniciato, frequente in infissi, porte e pannelli, è un metallo tenero: un getto sbagliato lo deforma o lo segna. Qui si usano abrasivi non ferrosi e delicati o, per i pezzi piccoli, la sverniciatura chimica, sempre con prodotti compatibili con l'alluminio.
Le vernici a polvere cotte in forno sono un altro caso difficile: sono dure, elastiche e aderiscono molto bene. Toglierle a mano è lunghissimo; negli impianti si usano forni di pirolisi che le bruciano a temperatura controllata, oppure sabbiature mirate.
In tutti questi casi la domanda da farsi prima non è come togliere la vernice, ma cosa deve restare sotto intatto. La risposta sceglie il metodo.
Le domande più comuni
La sverniciatura a vasca rovina il legno?+
No, se fatta con bagni adatti e tempi controllati. Dopo il bagno il pezzo va neutralizzato e lasciato asciugare bene prima della nuova finitura: è una fase che non va accorciata, e la verifichiamo.
Posso sverniciare solo le parti rovinate?+
Si può, ma raramente conviene: la vecchia vernice intorno continua a lavorare e a staccarsi, e il confine tra zona nuova e vecchia resta visibile. Su porte e cancelli consigliamo quasi sempre di tornare al supporto su tutto il pezzo.
Come faccio a sapere se c'è piombo nella vecchia vernice?+
Sui manufatti precedenti agli anni Ottanta va dato per possibile. In quei casi si evita la carteggiatura a secco e si usano metodi che trattengono polveri e residui.
Dopo la sverniciatura il lavoro è pronto?+
No: il supporto nudo va protetto in fretta. Il metallo riceve il fondo anticorrosivo entro poche ore, il legno l'impregnante appena asciutto. Nel preventivo la finitura è sempre indicata insieme alla sverniciatura.
Si può sverniciare un mobile impiallacciato?+
Con molta cautela: l'impiallacciatura è sottile e teme sia l'acqua della vasca sia gli abrasivi. Su questi pezzi si usano metodi a secco e delicati, oppure la sverniciatura chimica a mano.
Quanto costa sverniciare rispetto a riverniciare sopra?+
Costa di più il primo lavoro, ma molto meno nel tempo: una finitura su supporto nudo dura anni, una mano sopra la vecchia vernice spesso solo una stagione o due.
La sverniciatura cambia il colore del legno?+
Può farlo, soprattutto con i prodotti alcalini sui legni ricchi di tannini come rovere e castagno, che tendono a scurirsi. Con una neutralizzazione corretta ed eventualmente uno schiarimento il colore torna naturale.
Si può sverniciare un parquet?+
Per i pavimenti in legno si usa la levigatura, che toglie la vecchia vernice e rende la superficie piana. La sverniciatura a vasca o la sabbiatura non sono adatte ai pavimenti posati.
Quanto legno si perde con la sverniciatura?+
Con i metodi corretti, praticamente nulla: si toglie la vernice, non il legno. Una leggera levigatura di rifinitura asporta qualche decimo di millimetro, senza cambiare profili e spessori.
Si possono sverniciare le porte interne tamburate?+
Con cautela: hanno pannelli sottili che temono l'acqua della vasca e gli abrasivi aggressivi. Si usano metodi a secco o gel, lavorando a mano.
Dopo
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Mandaci le foto e le misure a occhio: ti diamo un ordine di grandezza e fissiamo il sopralluogo.
