Restauro serramenti in legno
Finestre, portefinestre e telai: sverniciatura, levigatura, riparazione e riverniciatura con impregnanti.

Chi fa cosa, prima di firmare
Chi paga chi e chi risponde →- Il lavoro
- Lo esegue un'impresa della rete che questo lavoro lo fa di mestiere, e che abbiamo visto all'opera.
- Il prezzo
- Lo trattiamo noi con l'impresa, su un preventivo scritto, prima che tu firmi.
- Il controllo
- È nostro: guardiamo le fasi in cantiere e chiudiamo il lavoro con te.
Le finestre in legno che hai in casa sono state fatte, con buona probabilità, con legno stagionato come oggi se ne trova poco: larice, rovere, pino di montagna tagliati e fatti riposare per anni. Il telaio regge, il legno è ancora buono; sono la vernice e la ferramenta ad aver ceduto.
Prima di chiedere un preventivo per finestre nuove, vale la pena sapere cosa si può recuperare, quanto costa e cosa non si può chiedere a un serramento vecchio. Te lo diciamo senza girarci intorno.
Quanto costa
Comprende sverniciatura, piccole riparazioni e nuova finitura; ferramenta e vetri si valutano a parte.
Prezzi dei lavori che seguiamo, IVA esclusa: realistici e corretti, costruiti su dieci anni nel settore delle sabbiature. La cifra del tuo lavoro arriva con il preventivo, dopo il sopralluogo.
Approfondisci: Restaurare o sostituire i serramenti: i costi veri
CalcolatoreCalcola il tuo costo: scuri, persiane e serramenti- Finestra a due ante
- 260–590 €a pezzo
- Portafinestra
- 390–720 €a pezzo
Se servono
- Trasferta, oltre 30 km dall'impresa
- 1,30–2,40 €al km percorso, andata e ritorno
- Smaltimento di abrasivo e residui
- 2,60–7 €al m² trattato
- Protezione e mascheratura degli ambienti
- 4–11 €al m² di pavimento
- Pulizia finale degli ambienti
- 2,60–7 €al m² di pavimento
- Trabattello
- 55–105 €al giorno
Il ponteggio si quota dopo il sopralluogo.
Aggiornati al 2026
Recuperare le finestre o sostituirle?
Non c'è una risposta sempre giusta. Ecco come si confrontano le due strade su quello che conta.
| Recupero | Finestre nuove | |
|---|---|---|
| Spesa | Una parte del nuovo, senza opere murarie | Serramento, posa e spesso lavori su muri e davanzali |
| Aspetto | Profili, modanature e proporzioni originali | Linee attuali, a volte stonate su una casa d'epoca |
| Isolamento termico | Migliora molto con guarnizioni e registrazione | Il massimo, soprattutto con vetri nuovi |
| Tempi | Qualche settimana, finestra per finestra | Mesi di produzione su misura |
| Quando sceglierla | Telai sani e casa di carattere | Legno marcio diffuso o esigenze energetiche spinte |
Avvolgibili in legno: un recupero spesso dimenticato
Molte case degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta hanno tapparelle in legno: stecche di pino o abete collegate da ganci metallici, che si avvolgono in un cassonetto sopra la finestra. Sono più belle e isolanti di quelle in plastica, ma con il tempo si rovinano.
Le stecche esposte al sole ingrigiscono, si crepano e perdono la vernice; i ganci arrugginiscono e si rompono; le cinghie si consumano. Spesso la tentazione è sostituire tutto con avvolgibili in plastica o alluminio.
Il recupero è possibile e spesso conveniente. Le tapparelle si smontano e si portano in laboratorio, dove si puliscono e si verniciano le stecche, si sostituiscono quelle rotte con stecche nuove dello stesso profilo, si cambiano i ganci arrugginiti e le cinghie.
Durante il lavoro si controlla anche il cassonetto, spesso poco isolato e fonte di spifferi: si può isolare dall'interno con pannelli sottili, migliorando il comfort della stanza.
Tapparelle, finestre e cassonetti recuperati insieme danno un risultato coerente e migliorano l'isolamento della casa senza cambiarne l'aspetto.
Cosa succede a una finestra durante il recupero
- 01
Smontaggio delle ante
Il telaio fisso resta al suo posto; le ante vanno in laboratorio. Dove serve, si chiude il vano con una protezione provvisoria.
- 02
Sverniciatura
Di solito a vasca, per togliere la vernice anche negli angoli dei profili senza graffiare il legno.
- 03
Riparazioni
Si tagliano le parti marce e si inseriscono tasselli di legno nuovo, di solito nella traversa bassa.
- 04
Ferramenta e guarnizioni
Cerniere e cremonesi pulite e registrate; dove il profilo lo permette, guarnizioni nuove.
- 05
Finitura
Impregnante e finitura per esterni, nel colore originale o in uno nuovo.
- 06
Rimontaggio e registrazione
Le ante tornano in squadra e chiudono sulle battute senza spifferi.
Vetro singolo, vetrocamera, stratificato: cosa si può montare su un telaio vecchio
Molte finestre d'epoca montano ancora un vetro singolo, spesso fissato con uno stucco a base d'olio che col tempo si secca e si crepa. È uno dei punti deboli per l'isolamento e per le infiltrazioni d'acqua, e durante il recupero si può migliorare.
La prima cosa da fare è rifare la sigillatura: si toglie lo stucco vecchio, si pulisce la battuta e si rimonta il vetro con sigillanti moderni o con nuovi fermavetri in legno. Già così la finestra perde meno aria e l'acqua non entra più tra vetro e legno, che è la prima causa di marcescenza della traversa bassa.
Se il profilo dell'anta ha abbastanza spazio, si può sostituire il vetro singolo con un vetrocamera sottile, pensato proprio per i serramenti esistenti. L'isolamento migliora in modo sensibile, ma bisogna verificare che l'anta regga il peso maggiore e che le cerniere siano in buono stato.
Per le finestre al piano terra o su strada si può valutare un vetro stratificato, più sicuro contro gli urti e le effrazioni. Anche qui conta lo spessore disponibile nella battuta.
Sui serramenti storici di pregio, a volte, si sceglie di conservare i vetri antichi, riconoscibili per le piccole ondulazioni e bolle. In questi casi si migliora l'isolamento in altri modi, per esempio con una seconda finestra interna o con guarnizioni più efficaci.
Una finestra vecchia può tornare a isolare
Gran parte degli spifferi non viene dal legno, ma da ante che si sono assestate negli anni e non chiudono più in squadra. Rimesse a piombo e registrate, con una guarnizione dove il profilo ha spazio per accoglierla, fanno un salto di tenuta che si sente subito.
Il vetro è un discorso a parte: un vetro singolo resta un vetro singolo. Su alcuni profili si può valutare un vetro più performante; te lo diciamo in sopralluogo, finestra per finestra.

Condensa e muffa: cosa cambia quando le finestre non perdono più aria
Capita spesso: le finestre vengono recuperate, registrate, dotate di guarnizioni, e il primo inverno compaiono condensa sui vetri e piccole macchie di muffa negli angoli. Non è colpa delle finestre, ma del fatto che ora lavorano bene.
Prima, gli spifferi facevano da ventilazione continua: l'aria umida di cucina, bagno e respirazione usciva da sola. Con le finestre a tenuta, quell'umidità resta in casa e si deposita sulle superfici più fredde, che spesso sono proprio il vetro, la mazzetta del muro e gli angoli delle pareti esterne.
La soluzione non è tornare agli spifferi, ma cambiare abitudini: aprire le finestre per pochi minuti più volte al giorno, soprattutto dopo aver cucinato o fatto la doccia, e usare le cappe e gli aspiratori. Nelle case più umide si può valutare un sistema di ventilazione meccanica.
Anche il vetro conta. Un vetro singolo, anche su un telaio perfetto, è sempre la superficie più fredda della stanza e la prima ad appannarsi. Un vetro più performante riduce molto la condensa.
Te lo diciamo prima del lavoro, non dopo: una finestra recuperata bene migliora il comfort, ma cambia anche il modo in cui la casa respira.
Come tenere le finestre in forma negli anni
Il lavoro dura molto di più se si fanno piccoli controlli al momento giusto. I tempi variano con l'esposizione: il lato sud chiede più attenzione.
Ogni anno
Uno sguardo alla traversa bassa e al davanzale: è lì che l'acqua lavora per prima.
Dopo 3-4 anni
Sui lati più esposti al sole, una mano di mantenimento sull'esterno.
Dopo 6-8 anni
Ripresa della finitura su tutte le ante, senza sverniciare.
Quando serve
Registrazione di cerniere e chiusure se l'anta comincia a toccare.
Traversa bassa e gocciolatoio: dove una finestra comincia a morire
In quasi tutte le finestre in legno il degrado parte dallo stesso punto: la traversa bassa dell'anta, dove l'acqua che scivola sul vetro si ferma. Se il gocciolatoio è rovinato o la finitura si è crepata, l'acqua entra nelle giunzioni e il legno comincia a scurirsi e ad ammorbidirsi.
Nel recupero questa zona si guarda per prima. Se è sana si protegge con più attenzione, sigillando bene il vetro e le giunzioni. Se è marcita, si taglia e si ricostruisce con un inserto di legno nuovo, incollato e sagomato come l'originale.
Anche il davanzale fa la sua parte: se l'acqua ristagna o rimbalza verso l'anta, il problema tornerà. Per questo in sopralluogo guardiamo la finestra e anche quello che le sta intorno.
Serramenti in legno-alluminio: si possono recuperare?
Negli ultimi decenni si sono diffusi i serramenti in legno-alluminio: legno all'interno, per il calore e l'estetica, e un rivestimento in alluminio all'esterno, per proteggere dalle intemperie. Sono serramenti che richiedono poca manutenzione, ma non sono eterni.
Il rivestimento in alluminio può sbiadire, graffiarsi o perdere la vernice; le guarnizioni si induriscono; il legno interno può rovinarsi vicino alle zone di condensa, soprattutto sulla traversa bassa.
Il recupero si fa separando i due mondi. All'esterno si pulisce e si rivernicia l'alluminio con prodotti adatti, dopo una preparazione specifica per il metallo. All'interno si tratta il legno come in un serramento tradizionale, con carteggiatura e nuova finitura, senza intervenire sulle parti in alluminio.
Le guarnizioni si sostituiscono con ricambi compatibili, e la ferramenta si regola come su qualsiasi finestra.
Conviene valutare lo stato del serramento prima di decidere: se l'acqua è entrata tra legno e alluminio per anni, il legno nascosto può essere compromesso, e il recupero diventa più complesso.
Finestre in legno tornate in servizio
Modanature, gocciolatoi e ferramenta sono gli stessi del giorno della posa.




Finestre a battente, a bilico, a ghigliottina: ogni serramento ha i suoi punti critici
La finestra a battente, con una o due ante che si aprono verso l'interno, è la più diffusa nelle case italiane. I suoi punti critici sono la traversa bassa, la battuta centrale tra le due ante e le cerniere, che con il peso degli anni tendono ad abbassarsi e a far strisciare l'anta.
Le finestre a bilico, che ruotano su un perno centrale orizzontale o verticale, si trovano spesso nei sottotetti, nelle scale e negli edifici degli anni Cinquanta e Sessanta. Il meccanismo di rotazione va pulito, lubrificato e a volte ricostruito; le guarnizioni sono spesso più difficili da inserire.
Le finestre a ghigliottina, con le ante che scorrono in verticale, sono rare in Italia ma presenti in alcune ville e palazzi. Hanno contrappesi e corde nascosti nel telaio, che vanno controllati e spesso sostituiti. Recuperarle richiede un falegname che conosca questi sistemi.
Ci sono poi le portefinestre, che hanno gli stessi problemi delle finestre con in più la soglia, sempre esposta all'acqua che scorre e ai piedi che la calpestano. La soglia è spesso la parte da ricostruire.
Nel sopralluogo guardiamo ogni serramento per il suo tipo, perché i tempi e i costi del recupero cambiano molto da una tipologia all'altra.
Per un preventivo sulle finestre, contale e fotografale
Più ci racconti, più il primo preventivo si avvicina a quello finale.
Invia i dati delle finestre- Numero di finestre e portefinestre
- Misure indicative di ciascuna
- Una foto dell'esterno e una dell'interno
- Un primo piano della traversa bassa
- Se ci sono ante che non chiudono
- Il colore che vorresti
Le domande più comuni
Per quanto tempo resto senza finestre?+
Il telaio fisso resta montato e le ante si lavorano a gruppi, così la casa non resta mai tutta aperta. Dove un'anta manca per qualche giorno si chiude il vano con una protezione provvisoria.
Posso cambiare colore alle finestre?+
Sì, dopo la sverniciatura si può scegliere liberamente. In centro storico o su edifici vincolati il colore può essere soggetto a regole comunali: conviene verificarlo prima.
Cosa succede se sotto la vernice il legno è marcio?+
Le parti marce si tagliano e si sostituiscono con tasselli di legno della stessa essenza. Nel preventivo indichiamo quali riparazioni sono comprese e quanto costerebbero quelle in più.
Ha senso recuperare finestre con il vetro singolo?+
Dipende da cosa cerchi. Se l'obiettivo è la massima efficienza energetica, conviene il nuovo; se vuoi conservare l'aspetto della casa e ridurre gli spifferi, il recupero dà già un buon risultato.
Si possono sostituire solo le guarnizioni?+
Dove il profilo ha una sede adatta sì. Su finestre molto vecchie, senza sede, a volte si fresa un piccolo alloggiamento; si valuta finestra per finestra.
Recuperate anche le persiane e gli scuri della stessa finestra?+
Sì, e conviene farlo insieme: stesso cantiere, stesso colore, un solo ritiro e una sola posa. Hanno una pagina dedicata con tutti i dettagli.
Le finestre verniciate di bianco possono tornare a legno naturale?+
Sì, dopo la sverniciatura si può scegliere un impregnante trasparente o colorato. Il risultato dipende dal legno sotto: se ci sono tasselli o stuccature vecchie, si vedranno, e a volte conviene una finitura coprente.
Si recuperano anche le finestre con vetrate artistiche o a piombo?+
Sì: il telaio si recupera come gli altri, mentre le vetrate vengono affidate a un vetraio specializzato per la pulizia o la ripiombatura. Coordiniamo noi i due lavori.
Si possono aggiungere zanzariere su finestre d'epoca?+
Sì, con zanzariere su misura a telaio o a rullo, montate in modo da non rovinare il serramento. Conviene prevederle durante il recupero, per scegliere fissaggi e colori coordinati.
Dopo
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Il tuo lavoro, in due foto
Mandaci le foto e le misure a occhio: ti diamo un ordine di grandezza e fissiamo il sopralluogo.