Quanto costa sabbiare e verniciare i termosifoni in ghisa: prezzo per elemento
Mario Tresoldi, ingegnere edile10 min di lettura

I termosifoni in ghisa sono fatti per durare un secolo. Quello che non dura è la vernice: ingiallisce, si crepa, si stacca a scaglie, e sotto compare la ruggine. Ridipingerli a pennello, una mano dopo l’altra, li ha resi negli anni grumosi e opachi. Riportarli al metallo e verniciarli di nuovo è un lavoro preciso, con un costo che si può calcolare quasi al centesimo, se si sa come si contano.
Quanto costa: per elemento o per termosifone
Il prezzo si fa in due modi, a seconda di come è il lavoro. Nei lavori che seguiamo, IVA esclusa:
| Modo di calcolo | Prezzo indicativo | Quando si usa |
|---|---|---|
| Per elemento | 16–33 € a elemento | Più termosifoni, anche diversi tra loro |
| Per termosifone in ghisa intero | 105–390 € a pezzo | Uno o pochi radiatori, o pezzi decorati |
In entrambi i casi il prezzo comprende la sabbiatura fino al metallo, il fondo antiruggine e la verniciatura di finitura. Il prezzo per elemento è il più trasparente quando si lavora su una casa intera, perché si moltiplica per un numero che puoi contare da solo. Il prezzo per radiatore ha senso per i pezzi singoli, magari decorati, dove ogni termosifone ha la sua storia.
Come si contano gli elementi, e perché non sono tutti uguali
Un termosifone in ghisa è fatto di elementi uguali avvitati uno accanto all’altro. Contarli è semplice: si contano le «fette» verticali, guardando il radiatore dall’alto o dal davanti.
Quello che cambia il prezzo è la dimensione di ogni elemento, che dipende da due misure:
- le colonne: guardando l’elemento di lato si vedono due, tre o quattro tubi verticali. Più colonne vuol dire più superficie da sabbiare e verniciare, e più spazi stretti tra un tubo e l’altro;
- l’altezza: i radiatori bassi sotto le finestre sono alti 60–70 cm, quelli delle case di inizio Novecento possono superare il metro.
Un elemento a quattro colonne alto 90 cm ha quasi il doppio della superficie di uno a due colonne alto 60. Per questo un elemento piccolo sta nella parte bassa della forbice, uno grande o decorato in quella alta.
Per un preventivo preciso ti bastano, per ogni termosifone: il numero di elementi, il numero di colonne, l’altezza totale e una foto. Se qualche radiatore ha decori in rilievo, fotografali da vicino: i fiori e le volute di ghisa sono belli, ma chiedono più tempo per essere puliti a fondo.
Un esempio completo: un appartamento con otto termosifoni
Un appartamento anni Cinquanta, otto termosifoni in ghisa a tre colonne, alti 70 cm, per un totale di 90 elementi. Vernice bianca ingiallita a più strati, ruggine sui bordi in basso.
- Sabbiatura e verniciatura, 90 elementi: 1.440–2.970 €
- In alternativa, conteggio per radiatore, 8 termosifoni: 840–3.120 €
Elementi medi, nessun decoro, verniciatura in bianco: per questo caso è realistico stare nella metà bassa della fascia per elemento. A questa cifra si aggiunge il lavoro dell’idraulico per smontare e rimontare, e, solo per le case fuori zona, la trasferta.
Il conteggio per elemento, su una casa intera, è quasi sempre il più conveniente e il più facile da controllare: se nel preventivo leggi «90 elementi», puoi verificarlo in dieci minuti.
Cosa non è nel prezzo, e chi lo fa
Un termosifone fa parte dell’impianto di riscaldamento. Toglierlo e rimetterlo è un lavoro da idraulico, e non è compreso nel prezzo della sabbiatura. Conviene saperlo prima, per non trovarlo come sorpresa.
Lo smontaggio. L’idraulico chiude o svuota l’impianto, stacca il radiatore dalle valvole, mette i tappi sugli attacchi e lo toglie dalle mensole. Su un impianto vecchio le valvole a volte non chiudono più, e conviene sostituirle proprio in quell’occasione.
Il rimontaggio. Il termosifone torna sulle sue mensole, si ricollega, l’impianto si riempie e si sfiata l’aria. Se le valvole erano da cambiare, è il momento giusto.
Il trasporto. I termosifoni in ghisa pesano: un radiatore di dieci elementi grandi supera facilmente i cinquanta chili. Il trasporto da casa al laboratorio e ritorno è compreso nel lavoro quando la casa è in zona; per le case più lontane, oltre i 30 km, c’è la trasferta: 1,30–2,40 € al km percorso, andata e ritorno.
Nel preventivo che ricevi da noi la parte dell’idraulico è scritta a parte, con la sua cifra, così sai esattamente quanto costa ciascuna cosa. Se hai già un idraulico di fiducia, coordiniamo i tempi con lui.
Tre modi di rinnovare un termosifone, a confronto
Non tutti i termosifoni hanno bisogno di una sabbiatura. Ecco le tre strade, con quello che ci si può aspettare da ciascuna.
| Ritocco in casa | Riverniciatura in casa | Sabbiatura e verniciatura in laboratorio | |
|---|---|---|---|
| Cosa si fa | Carteggiatura dei punti rovinati e una mano di smalto | Pulizia, fondo e verniciatura a spruzzo con la stanza protetta | Smontaggio, sabbiatura fino al metallo, fondo e finitura |
| Vecchia vernice | Resta | Resta, sotto la nuova | Tolta del tutto |
| Ruggine tra gli elementi | Resta | Resta, in parte | Tolta |
| Durata | Pochi anni | Qualche anno in più | Decenni |
| Costo | Il più basso | Medio | Il più alto |
Il ritocco ha senso su radiatori in buono stato con qualche graffio. La riverniciatura in casa va bene quando la vernice è sana e solo ingiallita. Quando ci sono ruggine, scaglie o tanti strati sovrapposti, ogni nuova mano in casa si appoggia su un fondo che continua a cedere: la sabbiatura costa di più una volta sola, e non si rifà.
Il collaudo: perché un termosifone sabbiato si prova sotto pressione
La sabbiatura toglie tutto quello che non è ghisa sana. A volte toglie anche quello che teneva insieme un punto debole: un velo di ruggine che chiudeva una porosità, una vecchia vernice che sigillava una giunzione tra due elementi.
Per questo, prima di riportarlo a casa, un termosifone sabbiato si collauda sotto pressione: si tappano gli attacchi, si riempie d’acqua o d’aria e si porta a una pressione più alta di quella dell’impianto. Se c’è una perdita, la si vede in laboratorio e non sul parquet.
Quando una perdita viene fuori, quasi sempre è tra un elemento e l’altro, nei raccordi filettati chiamati nippli. Il termosifone si apre, si cambiano nippli e guarnizioni e si richiude: è una riparazione che costa poco se fatta in quel momento, e molto se scoperta in casa a dicembre. Più raramente un elemento è crepato: si toglie e il radiatore si accorcia di uno, oppure si sostituisce con un elemento di recupero dello stesso modello.
Un preventivo che non parla di collaudo non è necessariamente sbagliato, ma vale la pena chiedere: «se dopo la sabbiatura perde, chi se ne accorge, e quando?».
Quando non conviene
Ci sono casi in cui restaurare un termosifone non ha senso, ed è giusto dirlo.
- Radiatori in acciaio sottile con la ruggine passante: se il metallo è bucato, la sabbiatura apre i buchi invece di chiuderli.
- Elementi in ghisa crepati in più punti: uno si sostituisce, tre o quattro no.
- Radiatori in alluminio recenti e di poco valore: pulirli e riverniciarli costa spesso quanto comprarne di nuovi.
- Termosifoni sottodimensionati: se una stanza è sempre fredda, il problema non è la vernice. Prima di restaurare, conviene verificare con un termotecnico che il radiatore sia della potenza giusta.
In tutti gli altri casi, e soprattutto per la ghisa delle case costruite prima degli anni Settanta, il restauro conserva un oggetto che oggi costerebbe molto ricomprare e che scalda bene, a lungo, con l’acqua tiepida degli impianti moderni.
Organizzare il lavoro senza restare al freddo
Il momento migliore è da aprile a settembre, con l’impianto spento: l’idraulico smonta tutto in una mattina, i termosifoni partono e tornano dopo una o due settimane, e nessuno se ne accorge.
Se il lavoro va fatto d’inverno, si procede a gruppi: si smontano tre o quattro radiatori alla volta, si mettono i tappi sugli attacchi e l’impianto continua a scaldare il resto della casa. Si comincia dalle stanze meno usate, come lo studio o la camera degli ospiti, e si finisce con il bagno e la cucina.
Approfitta dello smontaggio anche per le pareti: dietro i termosifoni il muro è spesso annerito e mai ridipinto. È l’unico momento in cui il pittore ci arriva senza fatica.
Quanto incide il colore sul prezzo
Il bianco è il colore più richiesto, ed è anche il più economico: le vernici per radiatori bianche si trovano ovunque, in tutte le brillantezze, e non chiedono preparazioni particolari. Un colore della scala RAL costa poco di più, soprattutto se la verniciatura si fa a polvere e l’impianto ha già quel colore in lavorazione.
Salgono invece i colori su campione, che vanno preparati apposta in piccole quantità; gli effetti metallizzati, che richiedono più mani e una mano trasparente di protezione; e le finiture a due toni sui termosifoni decorati, dove i rilievi vengono ripassati a mano in un colore diverso dal fondo. Su un radiatore d’epoca può valerne la pena; su otto termosifoni di un appartamento, il bianco o un grigio chiaro tengono il conto basso.
Una nota pratica: le vernici metallizzate, color alluminio o bronzo, riducono un po’ la quantità di calore che il radiatore cede per irraggiamento. In una stanza fredda è meglio un colore pieno, anche scuro.
Una villa o un condominio: come cambia il prezzo
Quando i termosifoni sono tanti, il lavoro si organizza in modo diverso, e il prezzo per elemento scende verso la parte bassa della fascia.
Si lavora a lotti numerati: ogni radiatore riceve un’etichetta con la stanza da cui viene, perché in una casa grande nessun termosifone è identico all’altro e ogni attacco ha le sue misure. Il laboratorio sabbia e vernicia in serie, con un solo cambio di colore, e i trasporti si concentrano in pochi viaggi.
In un condominio con riscaldamento centralizzato serve coordinarsi con l’amministratore e con il manutentore dell’impianto: lo svuotamento si fa una volta sola per tutto l’edificio, e i lavori si concentrano nei mesi in cui l’impianto è spento. È più organizzazione, ma su cento o duecento elementi la differenza di prezzo è concreta.
Perché la smerigliatrice non basta
Il fai da te più diffuso sui termosifoni è la spazzola d’acciaio montata sulla smerigliatrice, seguita da una bomboletta di vernice. Sulle superfici esterne funziona, almeno in parte. Il problema è tutto quello che sta dietro: gli spazi tra un elemento e l’altro, le colonne interne, il retro che guarda il muro.
Lì la spazzola non arriva, la ruggine resta e la vernice nuova si appoggia su quella vecchia. Dopo un paio di stagioni di caldo e freddo, proprio da quei punti la vernice ricomincia a sfogliarsi. In più la spazzola, dove arriva, lucida il metallo invece di irruvidirlo, e la vernice fa più fatica ad attaccarsi.
La sabbiatura in cabina arriva ovunque, perché l’abrasivo rimbalza tra le colonne e pulisce anche i punti che non si vedono. È il motivo per cui un termosifone sabbiato e verniciato non si rifà più per decenni, mentre uno ritoccato in casa torna a chiedere attenzione dopo pochi inverni.
Mensole, staffe e attacchi a muro
Quando un termosifone si stacca dalla parete, restano in vista le mensole che lo reggevano. Sono quasi sempre arrugginite, verniciate a pennello più volte insieme al radiatore, a volte allentate nel muro dopo decenni di dilatazioni.
È il momento giusto per sistemarle: si puliscono, si dà un fondo antiruggine e si verniciano nello stesso colore del termosifone, così non si vedono più. Se una mensola si muove, si rifissa con tasselli nuovi prima di riappendere un radiatore che può pesare decine di chili. Lo stesso vale per i tubi in vista tra la valvola e il pavimento, che dopo il restauro del termosifone sembrano ancora più vecchi.
Sono lavori piccoli, di poche decine di minuti per radiatore, ma completano il risultato: un termosifone come nuovo appeso a staffe arrugginite fa metà dell’effetto.
Il vantaggio di affidarlo a chi lo fa di mestiere
Sabbiare un termosifone in ghisa chiede una cabina, l’abrasivo giusto per una ghisa porosa e la pazienza di arrivare tra le colonne, dove la ruggine si nasconde. Chi lo fa ogni settimana sa quanta pressione regge un elemento vecchio, dà il fondo subito dopo la sabbiatura, prima che la ghisa nuda riprenda umidità, e collauda prima di consegnare.
Noi scegliamo il laboratorio, coordiniamo l’idraulico e nel preventivo trovi ogni passaggio con il suo prezzo, dal numero di elementi al trasporto. Per le scelte di colore, valvole e resa c’è la pagina sulla sabbiatura e verniciatura dei termosifoni; se la ruggine è arrivata anche su ringhiere o cancelli, quella sulla rimozione della ruggine.
Domande frequenti
Quanto tempo resta la casa senza riscaldamento?
Se si lavora a impianto spento, in primavera o in estate, il problema non si pone. Ogni gruppo di termosifoni resta fuori casa da una a due settimane: tra sabbiatura, fondo, finitura e collaudo. In inverno si può lavorare a gruppi, lasciando l'impianto attivo con i tappi sugli attacchi.
Il prezzo per elemento comprende anche la verniciatura?
Sì: comprende sabbiatura, fondo antiruggine e finitura. Non comprende lo smontaggio e il rimontaggio, che sono lavoro dell'idraulico, né il trasporto se la casa è lontana dall'impresa.
Si possono sabbiare i termosifoni in alluminio?
Si possono pulire, ma con abrasivi delicati e pressioni basse, perché l'alluminio è tenero e i radiatori in alluminio hanno pareti sottili. Spesso, per radiatori in alluminio recenti, conviene una semplice riverniciatura o la sostituzione.
Posso farli ridipingere senza smontarli?
Sì, ma senza sabbiatura: si carteggia, si dà un fondo e si vernicia a pennello o a spruzzo con la casa protetta. Costa meno, ma la vernice nuova si appoggia su quella vecchia e la ruggine nascosta tra gli elementi resta dove è.
Cosa succede se dopo il rimontaggio un termosifone perde?
Per questo i termosifoni si collaudano sotto pressione prima di riportarli in casa. Se una perdita compare comunque nei primi giorni, di solito è un raccordo dell'idraulico; se viene da un elemento, l'impresa che ha fatto il lavoro risponde secondo la garanzia di legge.
Conviene restaurare termosifoni in ghisa o comprarne di nuovi?
Se la ghisa è sana, restaurarli costa di solito meno che comprare radiatori nuovi della stessa potenza, e si evita di rifare gli attacchi alle pareti. La sostituzione conviene quando ci sono elementi crepati o radiatori in acciaio sottile già bucati dalla ruggine.
Termosifoni da rimettere a nuovo?
Contane gli elementi, fai una foto a ciascuno e mandacele: ti diamo un preventivo per elemento, con trasporto, collaudo e idraulico scritti a parte.