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Quanto costa restaurare scuri e persiane in legno: prezzo per anta e cosa comprende

11 min di lettura

Quanto costa restaurare scuri e persiane in legno: prezzo per anta e cosa comprende

Scuri e persiane sono la prima cosa che si nota di una casa, e la prima a soffrire. Il sole cuoce la vernice, la pioggia entra dalle crepe, il legno si gonfia e poi si ritira. Dopo qualche anno la finitura si sfoglia, le lamelle si aprono e qualche anta comincia a non chiudere bene. Prima di pensare a sostituirle, conviene capire quanto costa rimetterle in sesto, e cosa c’è davvero dentro quel prezzo.

Quanto costa restaurare un’anta

Il restauro di scuri e persiane si paga ad anta. Nei lavori seguiti da Ruvesta, IVA esclusa:

Lavoro Prezzo indicativo
Restauro completo di scuro o persiana 195–510 € per anta
Sola sverniciatura dell’anta 46–105 € per anta
Trasferta, se la casa è oltre 30 km dall’impresa 1,30–2,40 € al km percorso, andata e ritorno

Il restauro completo è il lavoro che normalmente serve: smontaggio delle ante, trasporto in laboratorio, sverniciatura fino al legno, piccole riparazioni, stuccature, carteggiatura, una mano di fondo e due di finitura, rimontaggio. La sola sverniciatura ha senso quando le ante sono sane e la finitura la vuoi fare tu, o quando il restauro è affidato a un falegname di fiducia che preferisce ricevere il legno già pulito.

Perché lo stesso scuro può costare il doppio

La forbice è ampia perché un’anta non vale l’altra. Questi sono i fattori che spostano il prezzo, in ordine di peso.

Lamelle o tavola piena

Una persiana è fatta di un telaio con decine di lamelle inclinate. Ogni lamella ha due facce e due bordi, e gli spazi tra l’una e l’altra sono stretti: la superficie reale da trattare è tre o quattro volte quella di uno scuro pieno della stessa misura, e i punti difficili da raggiungere sono molti di più. Le persiane con lamelle orientabili aggiungono il meccanismo, da pulire e far scorrere di nuovo. Per questo le persiane stanno nella parte alta della forbice e gli scuri pieni, a doghe o a pannello, in quella bassa.

Quanti strati di vernice ci sono

Uno scuro verniciato una volta sola, magari con un impregnante, si pulisce in fretta. Uno scuro ridipinto ogni dieci anni dagli anni Sessanta può avere sei o sette strati, con smalti sintetici sopra vecchie pitture a olio. Più strati vuol dire più tempo di sverniciatura e più rischio di trovare legno sofferente sotto.

Le riparazioni

Le piccole riparazioni sono comprese: stuccature, incollaggio di un incastro aperto, sostituzione di qualche vite. Quelle importanti si valutano a parte, dopo la sverniciatura:

  • lamelle rotte o mancanti, da rifare su misura una per una;
  • innesti di legno nuovo nella parte bassa dell’anta, dove l’acqua ristagna e il legno marcisce per primo;
  • incastri da ricostruire, quando il telaio si è aperto e l’anta non è più in squadra;
  • ferramenta da sostituire: bandelle, cardini, spagnolette e fermascuri.

Sono lavori di falegnameria, e il loro costo dipende da quanto ce n’è. Per questo un preventivo serio li scrive come voce separata, con la cifra, invece di metterli in un prezzo forfettario che nasconde tutto.

Chi smonta e chi trasporta

Smontare le ante dai cardini, numerarle, caricarle e rimontarle richiede tempo, a volte un trabattello per i piani alti. La parte alta della nostra fascia comprende tutto. Se le ante le porti e le ritiri tu, il prezzo scende.

Contare le ante come le conta un preventivo

Prima di chiedere un preventivo, fai un giro della casa con un foglio. Ti servono:

  • il numero di ante, finestra per finestra: una finestra normale ne ha due, una portafinestra due più alte;
  • il tipo: scuro pieno, persiana a lamelle fisse, persiana a lamelle orientabili;
  • le misure di un’anta per tipo, larghezza per altezza;
  • il piano: le ante al piano terra si smontano dalla finestra, quelle al secondo piano a volte chiedono un trabattello;
  • due o tre foto ravvicinate, soprattutto della parte bassa e degli angoli.

Le ante molto grandi, come quelle dei portoni dei fienili o delle portefinestre alte tre metri, contano più di un’anta normale. Gli scuri a libro, che si ripiegano su sé stessi, hanno più pannelli per ogni anta: chiedi sempre come vengono conteggiati, perché è lì che due preventivi diventano difficili da confrontare.

Un esempio: una casa con dieci finestre

Prendiamo una casa su due piani con otto finestre e due portefinestre, tutte con persiane a lamelle fisse verniciate di verde, mai restaurate in trent’anni. In tutto sono 20 ante.

  • Restauro completo, 20 ante: 3.900–10.200 €
  • Sola sverniciatura, se la finitura la fai fare a parte: 920–2.100 €

Per una casa con persiane a lamelle e tanti strati di vernice è realistico stare nella metà alta della prima fascia. Se invece le ante fossero scuri pieni, verniciati una volta sola e in buono stato, si scenderebbe verso la parte bassa. A queste cifre si aggiungono solo le riparazioni importanti che dovessero emergere, scritte a parte.

Smalto o impregnante: quanto incide sul prezzo e sulla durata

La finitura si sceglie prima, perché cambia il lavoro di preparazione.

Lo smalto coprente forma una pellicola colorata che nasconde il legno. Copre le stuccature, uniforma ante con legni di età diverse e protegge bene dal sole. È la scelta giusta per le persiane colorate, il verde, il grigio, il marrone delle case di campagna. Gli smalti all’acqua di oggi sono elastici e non ingialliscono, e durano più delle vecchie vernici sintetiche.

L’impregnante entra nel legno e lo lascia vedere. È bellissimo su scuri in larice o in rovere, ma non perdona: ogni stuccatura, ogni innesto di legno nuovo resta visibile. Chiede una preparazione più accurata e una manutenzione più frequente, perché non fa pellicola.

Sul prezzo del restauro la differenza è piccola; su quello degli anni successivi è grande. Uno smalto ben applicato sul lato nord dura otto-dieci anni. Sul lato sud, quello che prende il sole del pomeriggio, conviene ritoccarlo dopo cinque-sei anni: una mano di finitura sulle ante ancora sane costa una frazione del restauro, e allunga la vita del lavoro di altrettanti anni. Rimandare il ritocco finché la vernice si sfoglia vuol dire ripartire dalla sverniciatura.

IVA al 10% e detrazioni: cosa vale per gli scuri

Due domande arrivano sempre, e la risposta dipende da cosa si fa.

L’IVA. Sulle prestazioni di manutenzione in un’abitazione privata si applica di solito l’IVA agevolata al 10% invece del 22%. Il restauro degli scuri della casa in cui vivi rientra in genere in questo caso. Se l’impresa fornisce anche beni di valore importante, come ante nuove, le regole diventano più complesse: in quel caso vale la pena chiedere al commercialista prima di firmare.

Le detrazioni. Qui conta la differenza tra manutenzione ordinaria e straordinaria. Restaurare gli scuri lasciandoli uguali, stesso materiale e stesso colore, è manutenzione ordinaria: su una singola abitazione di solito non dà diritto alle detrazioni per il recupero edilizio, che invece si possono applicare alle parti comuni di un condominio. Sostituirli con modelli diversi, o cambiarne materiale e colore, può rientrare nella manutenzione straordinaria. Le aliquote cambiano quasi ogni anno: prima di decidere, una verifica con il commercialista è d’obbligo.

Quando conviene restaurare

Il periodo migliore va da aprile a giugno e da settembre a ottobre: il legno si lavora asciutto, le mani di finitura asciugano bene e la casa resta senza scuri nei mesi in cui se ne sente meno la mancanza. In piena estate si può fare, ma senza persiane le stanze esposte a sud si scaldano. D’inverno la verniciatura in laboratorio va avanti lo stesso; il problema è la casa scoperta e la condensa sui vetri.

Per non restare con tutte le finestre nude, chiedi di lavorare a lotti: prima le ante del lato sud, che di solito sono le più rovinate, poi le altre. Il prezzo cambia poco, perché il lavoro è lo stesso, e la casa non resta mai del tutto esposta.

Un ultimo consiglio: non aspettare che il legno si spacchi. Un’anta con la vernice screpolata ma il legno sano si restaura con poco; la stessa anta dopo altri tre inverni ha lamelle da rifare e una parte bassa da innestare. È il caso in cui aspettare costa più che intervenire.

Sulle ville vincolate il restauro è spesso l’unica strada: gli scuri si rifanno con le forme e i colori dell’originale, d’accordo con la Soprintendenza. Succede di frequente tra le ville palladiane, come spieghiamo nella pagina sul restauro di scuri e serramenti a Vicenza, e nelle ville della Marca, per cui c’è quella sul restauro degli scuri a Treviso.

Ferramenta d’epoca: recuperarla o cambiarla

Bandelle, cardini, spagnolette e fermascuri sono la parte meccanica di uno scuro, e spesso la più bella. Su una casa di fine Ottocento la ferramenta è battuta a mano, con chiodi forgiati e bandelle sagomate; su una casa del dopoguerra è più semplice, ma robusta.

Durante il restauro le parti fissate all’anta, come bandelle e spagnolette, si smontano, si puliscono dalla ruggine, ricevono un fondo antiruggine e vengono verniciate, di solito nello stesso colore dello scuro o in nero. Quando la ferramenta è sana è un lavoro piccolo, compreso nella parte alta della fascia.

I cardini murati nella facciata restano al loro posto: si puliscono e si verniciano sul posto mentre le ante sono in laboratorio. Se un cardine si è allentato nella muratura, è il momento di rifissarlo, prima che l’anta torni a pesarci sopra.

Sostituire la ferramenta conviene solo quando è rotta o consumata al punto da non tenere più: una spagnoletta che non chiude, una bandella spezzata. Le riproduzioni moderne esistono, ma su una casa d’epoca la ferramenta originale restaurata è quasi sempre più bella, e costa meno.

Scuri ai piani alti: come si smontano

Al piano terra e al primo piano le ante si sfilano dai cardini dall’interno, con due persone: una apre e solleva, l’altra accompagna l’anta dentro la stanza. È il modo più comune e non chiede attrezzature.

Ai piani più alti, o quando le ante sono grandi e pesanti, smontarle dall’interno diventa rischioso: l’anta va spinta fuori dalla finestra per sfilarla, e un’anta di larice massiccio pesa parecchio. In questi casi si lavora con un trabattello o con una piattaforma, e la voce si aggiunge al preventivo: un trabattello costa 55–105 € al giorno.

Lo stesso vale per il rimontaggio, che chiede ancora più precisione: l’anta deve infilarsi su entrambi i cardini nello stesso momento. Quando un preventivo dice «smontaggio e rimontaggio compresi», chiedi se comprende anche i piani alti e con quali mezzi: è una delle differenze più frequenti tra due offerte che sembrano uguali.

Scuri in condominio: chi decide e chi paga

In un condominio gli scuri appartengono di solito a ciascun appartamento, ma fanno parte della facciata, e la facciata è di tutti. Per questo il regolamento condominiale, o una delibera dell’assemblea, può stabilire il colore e il tipo di finitura, perché le finestre restino uniformi.

Restaurare tutti insieme conviene: un solo laboratorio, un solo colore, un solo trabattello che passa da un piano all’altro, e un prezzo per anta più basso grazie al numero. Se ogni condomino procede per conto suo, in pochi anni la facciata si riempie di verdi diversi. Quando l’assemblea decide di procedere, il preventivo per anta permette a ognuno di sapere esattamente quanto spende per le proprie finestre.

Cosa controllare quando le ante tornano a casa

Il giorno del rimontaggio è il momento giusto per verificare il lavoro, con l’impresa ancora lì. Bastano dieci minuti e uno sguardo attento.

  1. Le teste delle ante. Alza lo sguardo sul bordo superiore e, se riesci, su quello inferiore di un’anta aperta. Devono essere verniciati come le facce. È il punto che si salta più spesso, ed è proprio da lì che entra l’acqua che fa marcire il legno dall’interno.
  2. La chiusura. Ogni anta deve chiudere senza forzare e combaciare con la sua compagna. Se un’anta struscia, i cardini vanno regolati subito, non dopo il primo temporale.
  3. Le lamelle. Guardale in controluce: lo smalto deve arrivare anche negli angoli interni, senza gocce colate e senza zone opache dove la mano è stata data troppo sottile.
  4. La ferramenta. Spagnolette, fermascuri e bandelle devono essere puliti e protetti dalla ruggine, non verniciati sopra la ruggine.
  5. Le riparazioni. Gli innesti e le lamelle nuove devono essere a filo, senza scalini, e con la stessa finitura del resto dell’anta.

Se qualcosa non va, si sistema in quel momento: è uno dei motivi per cui alla chiusura del lavoro ci siamo anche noi.

Perché farlo fare a chi restaura ante ogni settimana

Restaurare uno scuro sembra un lavoro da fine settimana. Poi si scopre che togliere sei strati di vernice dalle lamelle a mano richiede giorni, che la soda della vasca, se lasciata troppo, apre gli incastri, e che uno smalto steso sul legno umido si gonfia al primo sole. Un’impresa che restaura ante ogni settimana ha la vasca giusta, l’essiccazione controllata e la mano per sapere quando fermarsi.

Noi scegliamo il laboratorio adatto al tuo tipo di ante, mettiamo nel preventivo il prezzo per anta e le riparazioni prevedibili, e controlliamo il lavoro fino al rimontaggio. Il recupero tecnico delle ante è descritto nella pagina sul restauro di scuri e persiane; se stai valutando anche le finestre, leggi la guida su quando conviene restaurare o sostituire i serramenti in legno.

Domande frequenti

Quanti giorni restano le finestre senza scuri?

Di solito due o tre settimane, il tempo di sverniciare, riparare, far asciugare il legno e dare le mani di finitura. Per non lasciare la casa scoperta si può lavorare a lotti: prima i lati più esposti, poi gli altri.

Il prezzo per anta comprende lo smontaggio e il rimontaggio?

Nella nostra fascia sì: la parte alta comprende smontaggio, trasporto in laboratorio e rimontaggio. Se le ante vengono portate e ritirate da te, il prezzo scende. Controlla sempre che nel preventivo sia scritto.

Cosa succede se un'anta è troppo rovinata?

Si valuta dopo la sverniciatura, quando il legno è visibile. Se il marcio è limitato alla parte bassa si fa un innesto di legno nuovo; se riguarda il telaio in più punti, rifare l'anta su misura può costare meno che ripararla. Te lo diciamo prima di procedere, con la cifra.

Posso cambiare colore agli scuri?

Sì, con smalto coprente si può scegliere qualsiasi colore. Nei centri storici e negli edifici vincolati il Comune o la Soprintendenza possono però imporre una gamma: verificalo prima, perché cambiare colore dopo costa una nuova verniciatura.

Quanto dura un restauro fatto bene?

Con smalto all'acqua di qualità e il legno ben preparato, sul lato nord si arriva tranquillamente a otto-dieci anni. Sul lato sud, dove sole e pioggia battono di più, conviene un ritocco della finitura dopo cinque-sei anni, che costa una frazione del restauro.

È meglio restaurare o comprare scuri nuovi?

Se il legno è sano, il restauro costa molto meno della sostituzione e conserva le misure e il disegno originali, che su una casa vecchia contano. Quando conviene sostituire lo spieghiamo nella guida su restaurare o sostituire i serramenti in legno.

Scuri e persiane da rimettere a nuovo?

Contale, fai qualche foto da vicino e mandacele: dopo il sopralluogo gratuito ricevi un preventivo per anta, con riparazioni e finitura scritte voce per voce.

Chiedi il preventivo per gli scuri